Mauro Bordin : il futuro della giovane pittura italiana non è il vuoto (estratti) […] Questi suoi mondi, sono dipinti con straordinarie variazione ritmiche così penetranti, che ci rivelano la mutabilità degli aspetti della vita, dei loro accadimenti connotati dalla natura dei propri umori, delle loro sensazioni e del pulsare che le anima. Ed è proprio in questo territorio, che emerge la grande lezione del passato che Mauro ha fatto propria : nello scrivere con la sua pittura, egli sembra far intrecciare su di uno stesso crinale esplicativo e in simultaneità, i valori attestati dalla intensificazione contemplata nell'azione di “fermare l'istante dentro” attraverso la concezione impressionista, che voleva il colore quale mezzo per “affermare il vero” - e dall'altra - il punto di vista dell' espressionismo, secondo cui, come delucidato da Chaime Soutine “... non esiste una realtà esteriore da riprodurre fedelmente”, che in pratica, chiama in causa e coinvolge di più, l'emozione immediata e dell'agire di più valenze (stati d'animo, ansie, gioie, dolori, pensieri, riflessioni) che vengono rivelati dentro tutta la formulazione della scrittura pittorica globale, e che non sono pertinenti alla realtà esteriore. Ed è proprio a cavallo di questo crinale (tra le lezioni dell'impressionismo e dell'espressionismo) che si sta congetturando il discorso artistico di questo nuovo talento della giovane pittura italiana. La risultanza del suo operare, produce due indirizzi di pensiero diversi e diversificati – propri e distintivi – come i concetti espressi sia nell'idea impressionista che in quella espressionista – esperienze che fondendosi nel suo lavoro, promuovono una sorta di compenetrazione di valori, che sono un po' la sommatoria fra i due concetti. […] Sono, questi suoi elementi (stanze, alberi e distese marine) luoghi intensamente vissuti e amati, che non sono stati presi in considerazione soltanto come pretesto pittorico fini a se stessi, ma sono anche concepiti come la “visione del mondo”. Ad ogni frammento di interno di una stanza, di un albero o di un mare, che si compongono di impulsi formali e strutturali pittorici, si vanno ad aggiungere altrettanti motivi e ragioni di ordine artistico ed estetico – e quindi – poetici e umani, che sono appunto i valori peculiari che distinguono e conferiscono a queste creazioni, la pienezza del loro pathos. Tutto questo relazionarsi, avviene con il sostegno di una azione ricognitiva dentro la storia della pittura e dell'uomo, che si avvale e si nutre, di una diligente opera di ricerca e di quella dose di irrinunciabile spiritualità e di catarsi, che contribuiscono a concorrere, alla corale unità e compiutezza della vita delle forme, che Bordin, chiama e crea a protagoniste nella sua vicenda artistica personale. Per questo artista veneto – in definitiva – le sue stanze, i suoi alberi, le sue marine, sono “frammenti di visione di un intero universo”. |