Interni : metafore del senso
di Giorgio Segato (1996)

(estratti)

[...] In una figurazione di matrice indubbiamente espressionista, che però accoglie qualche suggestione informale nei giochi di frantumazione e fibrillazione della luce, La stanza al letto è per Bordin metafora dello stratificarsi della consapevolezza esistenziale e della volontà/necessità di un ascolto che adotta il ritmo segnico teso e ansimante delle più profonde ragioni dell' essere. L'artista rinnova così l'attenzione a un luogo come teatro e come testimonianza dell'esistenza, e a tempo stesso come ‘forma' di esistenza.

[...] Di qui il rifiuto di chiudere i segni, di bloccare le architetture, di fermare la luce: nei segni registra invece il montare di una tensione visibile, di una sensibilità irritata, che si traduce in colore, in pigmento con una sua fisica organicità e vitalità capaci di contaminare le cose, penetrare i corpi, ‘confondere' le atmosfere e gli umori, in un pullulare di segni che è pullulare di ricordi, di frammenti di esperienze, di inquietudini, di sgomenti.

[...] Tutto nella sua pittura e nei suoi interni è instabile e momentaneo, eppure si inserice nella stabilità e continuità tematica della stanza. In essa appare un fusso ininterrotto di energia, un agglomerarsi di materia in oggetti come si presentano a una coscenza eccitata e vigile; e la luce che viene dalla finestra (e dalla coscienza) si impasta alle cose, che sembrano sciogliersi, sfarsi, alludere a una compenetrazione e partecipazione sensoriale attraverso una sorta di dilatazione delle maglie della realtà (trama e ordito delle immagini).

[...] Sono, quindi, il gesto e la luce/colore (diversamente potenziati a scavare e a fondere la materia pittorica come per estrarne la linfa e piegare a una statica visione le apparizioni) i veri protagonisti dell'espressione/comunicazione di Mauro Bordin: appartengono a una sensorialità percorsa mentalmente, non sono veristici né naturalistici, ma pulsionali, conseguenti a una volontà di registrazione di atmosfere, di gradienti luminosi, di percezioni e di relazioni con la realtà intima, piuttosto che con la realtà oggettiva, anche se la realtà oggetiva - la stanza da letto - diventa il luogo/emblema della dimensione psichica, la camera di risonanza dell' oggettuale nello spazio interiore. E' pertanto alla modulazione del segno e della luce che si deve guardare per cogliere le varianti nel ciclo tematico di Bordin, come elementi di un racconto, di un'indagine ricognitiva esistenziale, entro cui si intrecciano e si dipanano sentimenti diversi: senso di disfacimento, di dissolvimento, di morte, luce di resurrezione, senso di abbandono, di fuga nel sogno, di solitaria immersione nella memoria nostalgica, onirica e sensitiva; riascolto delle energie, desiderio di espansione dei sensi, di vibrazione intima, di riscatto morale - se non ancora fisico - dalle panie di una condizione umana piena di incertezze, di insicurezze.

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