Biografia
Opere
2005 Terre di Nessuno
2004-05 Rovine
2001-03 Hiroshima
2001 Figure
1998-2000 Paesaggi
1994-99 Stanze
Intervista su
2004-05 Rovine
2001-03 Hiroshima
2001 Figure
1998-2000 Paesaggi
1994-99 Stanze
Corsi di disegno
e pittura
Attualità
Siti da visitare |
|
Parole sulla pittura
Intervista realizzata a Parigi il 26 e 27 febbraio 2005
Da Philippe Villaume e Pascal Bordenave
Traduzione dal francese di Lorita Addabbo
(estratti)
P. B.: Mauro, il tema della crocifissione è un genere pittorico a sé stante che alcuni artisti contemporanei continuano ancora ad esplorare. Come definiresti il tuo approccio personale del soggetto?
M. B. : Questo tema mi ha sempre attirato, da un lato per le sue implicazioni morali, dall'altro perché mi permette di confrontarmi con “la storia dell'arte”. Quello che mi interessa è principalmente il discorso sull'individuo diverso ed incompreso che subisce il martirio a causa di questa sua diversità. Il Cristo crocifisso è l'emblema dell'uomo solo, condannato ingiustamente dal suo popolo. Un uomo che non accetta le leggi della sua società e di conseguenza non riesce a trovarvi il suo posto. Ma è anche un individuo con un'energia enorme, pronto a sacrificare la propria vita in nome delle sue idee.
P. B.: Si potrebbe stabilire un parallelo fra la figura del Cristo e quella dell'artista, persona diversa e un po' marginale rispetto alla società?
M. B.: È possibile. È vero che la figura del Cristo è quella di una persona sovversiva e, allo stesso tempo, creativa, figura nella quale un artista potrebbe dunque riconoscersi legittimamente...
In un certo senso, come già avviene nella serie delle montagne e degli alberi, il Cristo crocifisso è un simbolo. Molti hanno un crocifisso in casa, ma quanti pensano, guardandolo, che si tratta della rappresentazione di un morto? Il Cristo rappresenta l'incontro fra la dimensione fisica, l'uomo, e la dimensione divina. La crocifissione è il passaggio dalla vita alla morte, e, per i cristiani, dalla dimensione terrestre a quella celeste. Non è un caso, credo, che la scena di quest'evento sia una montagna.
Se c'è un limite in questa serie di quadri, è che il soggetto manca un po' di sfumature senza che si presti davvero ad essere trattato diversamente. La crocifissione è il tragico, la solitudine, la tristezza. Secondo me il Cristo crocifisso è anche lo specchio del nostro corpo che si disfa, che invecchia. Diciamo che ho cercato di mettere in forma e dare eternità a questo momento. |